L'esperimento fallito

Non necessariamente è il successo di un esperimento scientifico a dare un contributo significativo allo sviluppo della scienza e della conoscenza. Uno dei più fecondi esperimenti fisici falliti? Quello ideato tra il 1881 ed il 1887 da Albert A. Michelson e Edward W. Morley... il cui fallimento diede spunto ad Albert Einstein per elaborare la teoria della Relatività

    Maxwell aveva descritto, sintetizzando le idee di Huygens, il comportamento ondulatorio della luce che si propaga imnello spazio, attraverso oscillazioni trasversali al verso di propagazione.
    Se poggiate l'orecchio sul lato di un tavolo, e percuotete l'altro lato, il rumore della percussione si propaga attraverso il tavolo mediante oscillazioni trasversali al verso di propagazione: in pratica il tavolo "vibra" e voi percepite il suono della vibrazione.
     La luce secondo i fisici del XIX secolo, si comportava alla stessa maniera. Ma il problema era... il "tavolo". Ovvero un'onda meccanica, come il suono, ha bisogno di un mezzo vibrante per propagarsi, ma la luce, attraverso quale mezzo vibrante si propagherà? La risposta fu prontamente ... inventata: l'etere cosmico; tutto l'universo è pervaso da questa "sostanza della materia degli angeli" che riempie ogni angolo, per quanto nascosto, dell'universo. Come accertarsi della sua esistenza?
     L'esperimento di cui si parla, racconta come si tentò di rilevare questa utile quanto scomoda presenza. L'idea non fu del tutto originale: un altro fisico nel 1851, Armand Hippolyte Fizeau... sì proprio quello che si divertiva a misurare la velocità della luce con l'ausilio di ruote dentate, aveva misurato che due "onde" im2luminose monocromatiche identiche inviate in versi opposti attraverso un tubo pieno d'acqua,  si comportano diversamente secondo che l'acqua sia ferma o fluisca nel tubo nella stessa direzione dei raggi luminosi. Nel primo caso i due raggi raggiungono un bersaglio in concordanza di fase, ovvero si vede una bella macchiolina intensamente luminosa, mentre se l'acqua fluisce nel tubo, il raggio che viaggia nel verso del flusso d'acqua viene avvantaggiato rispetto a quello che "nuota" nel verso contrario: le due onde luminose non sono più in fase, e sul bersaglio si nota ancora una chiazza luminosa intercalata però da zone più oscure: gli esperti le chiamano frange di interferenza distruttiva.
    Ora l'idea dei Nostri era assai simile: visto che la terra corre nello spazio, ci sarà pure un "vento" d'etere, così come si "crea" vento quando si corre in motorino,  e se mandiamo dei raggi luminosi attraverso questo vento d'etere, si dovrebbe osservare un fenomeno come quello osservato da Fizeau, nell'acqua in movimento.
     Fu allestita un'apparecchiatura, sofisticata per l'epoca; pensate che il tutto fu montato su una lastra di marmo, galleggiante su un bagno di mercurio, allo scopo di bilanciare eventuali scosse e ruotare agevolmente il sistema secondo la direzione prevista del "vento d'etere". Ma di interferenze, come quelle notate da Fizeau, ... nemmeno l'ombra. Questo etere presunto, non era rilevabile, e anticipando l'adagio di Popper: se un fenomeno non è misurabile... non è un fenomeno... l'idea dell'etere cadde in disuso.
    Se non c'è un etere cosmico rispetto al quale si può decidere se un corpo è fermo o in movimento, è impossibile stabilire di due corpi quale sia fermo e quale no: ciascuno vede sè stesso fermo e l'altro in moto. Ciò indusse Einstein a rielaborare la relatività del moto, già nota per altro a Galileo, ed associare ad essa la relatività del tempo, "inventando" i presupposti per la Relatività. (l.b.)